Carlo Sorbara direttore generale del Gruppo Stanchi Athena

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Cinecittà World

Il Gruppo Stanchi Athena annuncia l’arrivo nel proprio organigramma di Carlo Sorbara. Il dirigente sarà il nuovo direttore generale, ruolo che ha svolto fino all’anno scorso presso la Totti Soccer School, società dove ha lavorato per ben 17 anni.
E’ lui stesso a raccontare il percorso che lo ha portato fino al Gruppo Stanchi Athena: “La mia formazione è stata prima tecnica e poi manageriale. Ho studiato all’Isef prima e allo Iusm poi. Sono quasi sempre stato nel mondo del calcio, iniziando alla Tor Tre Teste, per proseguire alla Lodigiani dove sono stato 5 anni. Volevo fare il preparatore atletico, mi trovai di fronte a un bivio quando la Lodigiani mi propose di farlo con la prima squadra, proprio nel momento in cui mi era arrivata la proposta della Totti Soccer School alla Longarina, che ho scelto. Ho sposato quel progetto prima come responsabile tecnico della scuola calcio, poi come direttore generale”.

Poi è arrivato il basket.
Il rapporto con la Totti Soccer School si è concluso formalmente a settembre. Ho collaborato fino a febbraio, poi ho ritenuto opportuno trovare nuovi stimoli. Avevo conosciuto Edoardo Stanchi, che ci faceva da sponsor, a marzo avevo iniziato un’altra collaborazione, ma poi ho parlato con lui, sono venuto a vedere alcune partite nel finale di stagione e la prospettiva di lavorare per Athena mi ha galvanizzato. Ho sempre seguito il basket da lontano, dalle partite del Bancoroma a quelle della Nazionale, ma mai da così vicino. Ed è una prospettiva che mi piace moltossimo.

Cosa l’ha convinta a scegliere Athena?
Mi ha colpito molto il programma di crescita che c’è per Athena. Ci siamo confrontati sugli aspetti organizzativi, sulla composizione dell’organigramma e tutto ciò che serve affinché una società sportiva funzioni come un’azienda. E’ una cosa fondamentale che ha funzionato anche con la Totti Soccer School. E’ un progetto serio, si può crescere, mi sono messo subito a sua disposizione. Dal punto di vista tecnico conosco il basket molto poco, rispetto alle risorse che già ci sono in Athena, dove Edoardo Stanchi è molto presente. Mi tuffo con grande entusiasmo in questa realtà.

Di cosa ha bisogno una società che è in una fase di passaggio?
Ha bisogno di tante cose. Devono essere chiari compiti, ruoli e mansioni. Ognuno deve avere un ruolo ben definito, compito mio sarà quello di orientare tutte le risorse verso un obiettivo comune, che deve essere quelllo di crescere come società. Naturalmente daremo proprità al mantenimento della Serie A2, coltigando anche il settore giovanile, che dovrà essere il serbatoio principale della prima squadra. C’è tanto lavoro da fare, ci vorrà qualche anno.

Cosa sapeva di Athena?
E’ una società storica, gli ultimi anni sono stati particolari, ma non bisogna buttare via quello che è stato fatto finora. So naturalmente che ci sono stati dei problemi gestionali e degli attriti. Ma dobbiamo cercare di prendere il meglio dell’immenso patrimonio costruito negli anni da Athena. Naturalmente serve grande disponibilità per poter fare questo.

Sappiamo che è un ottimo ciclista. Lo sport quindi è sia il suo lavoro sia il suo svago. In Italia però lo sport è ancora oggi considerato prima svago e poi lavoro.
Vengo da una famiglia di impiegati, quando mi vedevano girare da un campo all’altro mi vedevano un po’ come uno strano. Quando ero alla Lodigiani avevo anche un lavoro part-time. Ma sono riuscito poi a trasformare lo sport in un lavoro a tempo pieno. Qualcosa in Italia sta lentamente cambiando, ma lo sport viene ancora visto come divertimento e dilettantismo, invece serve grande professionalità in tutte le risorse che ci lavorano. Ho avuto fortuna di poter fare questo e spero di poterlo fare sempre di più in futuro.

Calcio e basket sono mondi diversi. Come immagina il passaggio da uno all’altro?

Alla Totti Soccer School siamo partiti da 120 iscritti a un picco di 430 nell’arco di una decina d’anni. Se non avessimo mai lavorato a dovere, danto progettualità e linee guida, il nome non sarebbe bastato. Attira all’inizio, questo sì, ma poi è la costanza nel lavoro che porta risultati. Ho avuto modo di verificarlo anche per altre realtà, varrà anche per la pallacanestro e per Athena. Il mio obiettivo con Athena è cercare di organizzare la società per poi pianificare determinati obiettivi che si possono raggiungere attraverso il lavoro di tutte le persone che ci lavorano. Sarà dura all’inizio, non ti chiami Virtus Roma, se vogliamo restare nel basket. Ma le persone si affidano a una realtà, in 1 anno o 2 uno deve anche dimostrare. Il tempo è il giudice principale. La base deve però essere quella di una proprietà e un imprenditore che ti consentono di riuscirci e noi ce l’abbiamo. Anzo, colgo l’occasione per ringraziare di cuore il vice presidente esecutivo Edoardo Stanchi per questa nuova opportunità professionale.

 

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