Virtus Divino Amore, Egizi: “Quattro finali, ma speriamo di avere arbitri all’altezza”

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Cinecittà World

Roma – E’ veramente complicata la situazione della Virtus Divino Amore, fanalino di coda del girone G di Prima categoria. La squadra di mister Andrea Fagiolo ha perso domenica scorsa sul campo della Fortitudo Velitrum per 2-1 al termine di una gara con tantissime recriminazioni come spiega il portiere classe 1981 Alfredo Egizi. “Ho assistito a un arbitraggio come non mi era mai capitato in passato e purtroppo non è la prima volta che ci succede quest’anno. Il gol del vantaggio della squadra di casa è nato da un chiaro fallo ai danni di Cuozzo, poi siamo riusciti comunque a pareggiare i conti con Marino, ma prima dell’intervallo la Fortitudo è tornata avanti con un gol nato da un calcio di punizione inesistente. Nella ripresa ci abbiamo provato, anche se siamo riusciti a creare poco: al 90esimo, però, Ascenzi è stato steso quando stava per mettere dentro il pallone del 2-2 a porta vuota, ma l’arbitro ha sorvolato incredibilmente anche in questa occasione. Quest’anno, al di là delle nostre responsabilità, siamo stati davvero martoriati da una serie di decisioni arbitrali e credo che una società come la Virtus Divino Amore che ha 70 anni di storia meriti maggior rispetto. Ora ci rimangono da giocare quattro partite che interpreteremo come finali, ma ci auguriamo di poter avere degli arbitri all’altezza perché altrimenti così è molto dura”. Non sarà facile per il gruppo ardeatino allenarsi in queste due settimane di stop forzato. “La posizione di classifica è scomoda e il morale del gruppo, ovviamente, è basso. Ma siamo convinti di poter centrare il play out e giocarsi il tutto per tutto in quella sfida”. Il prossimo 28 aprile è in arrivo la delicatissima sfida interna contro il Marino che ha tre punti in più degli ardeatini… “All’andata mi sembrarono una squadra abbastanza organizzata e dotata di buone individualità. E’ chiaro, però, che noi dobbiamo scendere in campo con un solo risultato in testa perché dobbiamo cercare di fare il massimo in quella e nelle successive tre sfide che ci rimangono”.

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